COVID19 vs MERCATO

Oggi, abbiamo chiesto al Dott. Andrea Camerino, Amministratore della nostra consociata Syndal, una considerazione in merito ad una  breve analisi economica/sociale sul tema COVID 19

Andrea T.R. Camerino, classe 1966, nasce ad Asmara, in Eritrea.Laurea in Economia e Commercio con dottorato in Marketing.

È membro dei consigli di amministrazione delle Società Syndal S.r.l., Tecnomatic S.r.l., Immobiliare Eurim S.p.A. e Blue Star Yachting LTD.

È stato Presidente del Rotary Club Milano San Babila, dove è attualmente Socio attivo, nell’anno rotariano 2016-2017.

Membro del Comitato Esecutivo del Centro Velico Caprera nel 2013, attualmente siede nel Consiglio degli Istruttori.

È impegnato nel sociale essendo co-ideatore del progetto “Stile di Vita, Nutrizione e Vela”, un progetto a sostegno di Persone affette da Sclerosi Multipla.

 

“Mi è stato chiesto di buttar giù due righe sulla situazione economica industriale italiana attraverso gli occhi di Syndal.”

Premetto alcune (personali) considerazioni:

  • le conseguenze recessive mondiali, causate dal Covid-19, peseranno ancor di più sull’Italia per via della pessima gestione politica della crisi;
  • tale gestione, economicamente tragica e politicamente degna di una delle peggiori commedie all’italiana, ha avuto ed avrà, ripercussioni negative sull’immagine internazionale del nostro Paese;
  • tutti i settori, dall’industria alle attività commerciali, ripartiranno ma, sicuramente, quello che sarà più colpito e necessiterà di molto più tempo, sarà quello del turismo

Syndal opera principalmente nel mondo dell’automotive, perciò focalizzerò l’attenzione su quest’ultimo:

  • la maggior parte dei Costruttori, durante il lockdown, hanno optato per la chiusura totale degli stabilimenti produttivi; FCA, per esempio, ha fermato otto degli impianti italiani ed europei e ciò, di conseguenza, ha provocato disagi a tutto l’indotto, anch’esso costretto a chiudere;
  • nel mese di marzo, in Italia, si è raggiunto il record negativo in Europa: meno 85,4% di vendite d’auto;
  • le Aziende italiane che operano in questo settore sono, nella maggior parte dei casi, sottocapitalizzate;
  • se il Governo non adotterà delle azioni concrete a sostegno delle Imprese, vedo molto dura la ripresa e, in alcuni casi, la sopravvivenza di molte Aziende;
  • le banche sono imprese che devono guadagnare o, in situazioni negative come l’attuale, almeno non perdere. Quindi, in assenza di una valida e concreta copertura da parte del Governo, erogheranno dei finanziamenti solo a favore di imprese con una situazione economico/finanziaria di assoluta tranquillità, respingendo proprio le richieste delle Aziende che ne avrebbero maggiore necessità.

Ciò premesso, però, fra i tanti scenari pessimistici sul futuro dell’auto dopo che l’emergenza sarà rientrata, voglio pensare positivo e mi rifaccio ad un’indagine eseguita da IPSOS, società di consulenza che si occupa di ricerche di mercato, focalizzata sul cambiamento delle abitudini dei consumatori.

Un dato che emerge in modo molto forte è che dopo l’emergenza coronavirus le persone sono meno disposte a prendere i mezzi pubblici (pullman e metro), così come i taxi.

La ritrosia verso i mezzi pubblici è chiaramente dovuta alla paura di contrarre il Covid-19 a causa della loro promiscuità. Il crollo della preferenza dei mezzi di trasporto pubblico ha portato, di contrasto, alla crescita esponenziale delle persone che hanno dichiarato di voler acquistare una vettura entro i prossimi sei mesi (pari al 66%).

Utilizzare la propria automobile sarà, quindi, la soluzione più sicura per spostarsi. Innanzitutto, perché offre maggiore protezione dal virus ed inoltre perché isola dalle resse sui mezzi pubblici offrendo, di conseguenza, un efficace distanziamento sociale.

Altro segnale positivo si riscontra nel fatto che FIAT ha deciso di produrre in Italia la maggior parte degli stampi precedentemente commissionati ad Aziende asiatiche.

Il sistema imprenditoriale, per compensare l’inefficienza di chi ci governa, deve trovare il modo di fare squadra, mettendo in atto strumenti di compensazione dei vari interessi e innescando meccanismi di collaborazione, grazie ai quali uscire tutti prima e meglio da questo difficile momento.

Possiamo farcela: il Paese ha i mezzi culturali e tecnici per vincere questa sfida.

 

Andrea Camerino

SYNDAL S.r.l.

Amministratore Delegato


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